Per tanti motivi. E' stato conquistato in casa, in un derby di antica tradizione contro un Taranto che, proprio con i rossoneri, si è "giocato" un concreto avvicinamento alla zona play-off; Foggia sceso in campo, tra l'altro, con un undici molto "cambiato" (Milan in porta, Di Dio e Torta coppia centrale di difesa mai provata e senza il "guerriero" Visone a centrocampo).
Tutto ciò considerato, il Foggia (ultimo in classifica) deve ritenersi soddisfatto anche di un piccolo punticino.
Un pareggio striminzito che però non deve far sottovalutare una prova decisamente opaca della squadra di Ugolotti che, problema ormai cronico, non si è mai resa pericolosa contro l'ex Bremec (a proposito, lo spagnolo ha superato i 500' di imbattibilità...) ed ha denotato qualche passo indietro rispetto alle ultime apparizioni.
La squadra è infatti apparsa attanagliata dalla paura, forse derivante dalla rocambolesca gara col Cosenza, che ha condizionato Mancino e co. sin dall'approccio alla gara, decisamente negativo e dall'assenza di un vero e proprio "leader" in campo, uno capace di prendere per mano i propri compagni di squadra specialmente nei momenti di timore e di scarso rendimento.
Probabilmente è proprio a queste due lacune che il tecnico rossonero dovrà lavorare con intensità per tentare di salvare la squadra. Anche se il leader, si sa, non si compra al supermercato.