Ci si potrebbe fare un film. “Gli orrori dello Zacc” sarebbe il titolo più adatto per un lungometraggio di occasioni perse tra le mura amiche; a queste si agginge il derby con l' Andria. Biancoblù frizzanti e sprezzanti, rossoneri timorosi e senza idee. Brividi lungo la schiena già al 1': Sy entra in area e si fa parare il tiro da Bindi; per tutta risposta è Salgado al 6' che impegna Spadavecchia sulla sua destra. Continua il ping pong di occasioni per le due formazioni: prima ci prova Sibillano al 6' per l' Andria, poi Mancino con una botta da fuori al 16'. E' il 29' quando, su ottima ripartenza di Doumbia, l' Andria non fallisce il sorpasso, spedendo per “piede” di Rizzi la palla in fondo al sacco. Non c' è neanche il tempo per riorganizzarsi che Micco prende palla, di mano, su calcio d' angolo ospite; rigore e partita chiusa? Neanche a parlarne; il “number one” rossonero ipnotizza Sy e devia abilmente a lato. Ci si aspetta una reazione che non arriva, neanche nella ripresa. E' subito bravo Bindi a sventare un paio di occasioni pericolosissime al 48' e al 50', poi in campo la confusione sterilizza le sortite offensive di entrambe le compagini; solo Quadrini ci prova da fuori (al 68' ), ma l' azione non sortisce alcun effetto benefico. Parola d' ordine: rischiare il tutto per tutto. La verità è che si conclude poco, subendo anche la mazzata finale di Sy al 92'. Dubbi e perplessità attanagliano il pubblico foggiano. Nodi che il duo Porta-Pecchia ( entrambi confermati al loro posto ) dovranno sciogliere, per evitare di rimanere impantanati nelle “sabbie mobili” dei playout.