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Quando il cammino percorso da una squadra
di calcio si interseca così fortemente con
la storia di una città, al punto da aggrovigliarsi
alle ansie, ai problemi, ai sogni, alle
speranze di rinascita e persino al riscatto
di una comunità, esprimendone frustrazioni
ed esaltazioni lungo 80 anni scanditi dall'emozione
e dal sentimento, ecco che in undici maglie
rossonere si annida un fenomeno sociale
pronto a valicare epoche e generazioni cristallizzandosi
in un'associazione sportiva assurta al ruolo
di istituzione. E' il caso del Foggia, il
Foggia con le sue straordinarie contraddizioni,
sospese tra cavalcate imperiose verso le
categorie più nobili e cadute improvvise
(alcune rovinose) nell'oblio di delusioni
e patimenti. Il Foggia che con la sua epopea
calcistica ha portato il nome della città
in giro per l'Italia, destando la curiosità
e l'ammirazione della penisola nei confronti
di un lembo orgoglioso di provincia del
Sud, capace di rialzarsi in pochi anni dalle
macerie di una catastrofica Guerra riproponendosi
subito alla ribalta nazionale anche - e
soprattutto, per certi versi- attraverso
lo sport più amato dagli italiani. E' un
appassionante romanzo d'avventura, il Foggia.
Attraversato da mille gioie, colpi di scena,
sorprese. Non privo di giornate nere, a
volte amarissime. Ma che non ha nessuna
intenzione di conoscere la parola fine,
almeno per il momento.
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