DALLA
B ALLA C/2: IL CROLLO
Il
patatrac avviene nell'estate del '97 quando
Buonomo -docente universitario a digiuno
di cose calcistiche- comincia a fare di
testa propria. Silura il ds Pavone ed
ingaggia Giovanni Galli, ex portiere della
Nazionale e commentatore televisivo, dandogli
compiti di mercato. Saluta Burgnich e
manda allo sbaraglio l'esordiente Mimmo
Caso, smantellando la squadra dell'anno
precedente, calibrata per la serie cadetta.
E' l'inizio della fine, in campo e fuori.
Al Tribunale di Napoli il giudice Abete
apre la "Via Crucis" delle aste per la
vendita del Foggia, uno stucchevole tormentone
che andrà avanti per quasi due anni tra
sceneggiate, aggiudicatari provvisori
ed un valzer di speculazioni e di veleni,
mentre il Foggia va sempre più a fondo,
ingabbiato nelle aule giudiziarie. Sul
campo, dopo un discreto inizio, i rossoneri
si smarriscono e la strampalata gestione
di Buonomo e Galli fa il resto: la retrocessione
in C/1 è la logica conseguenza di un'annata
scellerata, tanto da mettere a repentaglio
persino la sopravvivenza del club. Crollano
i contributi federali, la situazione finanziaria
è quasi al collasso. Si cerca di correre
ai ripari: il presidente Buonomo si autoemargina,
Galli torna a casa, il sindaco di Foggia
Agostinacchio fa entrare nel C.d'A. l'assessore
Cangelli ed in qualche modo si ottiene
la consulenza dell'ex ds Pavone. L'obiettivo
è di mettere su una squadra competitiva
puntando sui giovani del vivaio ed in
panchina viene chiamato un altro "deb"
proveniente dall'ottima Primavera rossonera,
Lorenzo Mancano, secondo foggiano guidare
il Foggia 40 anni dopo Vincenzo Marsico.
La squadra parte benino ma presto mette
in luce grossi limiti caratteriali e di
peso, perdendo contatto dalle zone alte
della classifica.
|