ARRIVA
SENSI
Intanto, si sblocca all'improvviso
la vicenda societaria: il 2 ottobre '98
l'avvocato Antonio Nazzaro deposita per
conto di Franco Sensi 4 miliardi e 100
milioni per acquisire il 66% delle quote
azionarie del Foggia, destinato ad entrare
nell'orbita della Roma. Il patron giallorosso
sbarca trionfalmente a Foggia il 14 dicembre
e si fa accompagnare da Zeman, allenatore
della Roma e responsabile tecnico (si
dice) del progetto- Foggia: in realtà
dopo tre mesi Sensi esonera il boemo...
Si parla apertamente di promozione in
B, invece i satanelli entrano in crisi
di identità e sprofondano nelle zone basse
della graduatoria. Per l'assegnazione
delle quote di maggioranza alla Roma bisogna
attendere il 22 gennaio del '99, fino
ad allora il presidente Di Lauro (nominato
al posto di Buonomo l'estate precedente
dal Tribunale partenopeo) resta in carica.
Il 23 febbraio il sindaco Agostinacchio
accetta la proposta di Sensi e viene nominato
presidente del Foggia: si compone il nuovo
C.d'A., con l'avv. Ferreri vicepresidente
ed i dott. Castello, Rotunno ed Argento
consiglieri; l'avvocato Nazzaro è il nuovo
amministratore delegato, Mauro Meluso
(già centravanti del Foggia nel '90 con
Zeman allenatore) viene nominato direttore
generale. Si perde tempo per rafforzare
la squadra, il Foggia va a rotoli e conosce
persino l'ultima posizione in classifica.
Mancano perde il controllo della situazione
e viene sostituito con Brini, che però
riuscirà solo ad evitare la retrocessione
diretta (ai danni dell'Acireale), non
i play- out. Al Foggia penultimo tocca
l'Ancona quintultimo: il 23 maggio ed
il 6 giugno si giocano due gare drammatiche.
All'andata un gol di Pilleddu illude i
rossoneri che però cadono al Cònero, ad
11' dalla salvezza: è l'argentino La Grotteria
ad affossare i satanelli, rimasti in nove
per le espulsioni di Palo e Perrone. In
poco più di dodici mesi Foggia sprofonda
dalla B alla C/2 e pensare che non conosceva
la quarta divisione da 41 anni…
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