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ZEMAN
ED IL FOGGIA-CHAMPAGNE
Il ritorno del boemo Zdenek Zeman sulla
panchina rossonera (dopo l'esaltante torneo
86/87 in C/1, recuperando un handicap di
5 punti e quasi sfiorando la promozione
in B) è un'intuizione felice, geniale che
completa con i Casillo e Peppino Pavone
- talent-scout di impareggiabile fiuto -
un trittico capace di individuare un nuovo
percorso pallonaro, ammirato e studiato
da tutto il pianeta-calcio di casa nostra.
Zeman addestra una task-force capace di
ogni impresa e Foggia diventa "l'università
del calcio". Dopo una salvezza in rimonta
(89/90) i rossoneri prendono a dominare
il torneo di B trasformandolo presto in
una dittatura: 51 punti e 67 gol scandiscono
il trionfale ritorno in A dei satanelli
(90/91), curiosamente chiamati il 1° settembre
'91 all'esordio contro l'Inter proprio a
San Siro, laddove 13 anni prima si era interrotta
l'ultima avventura in Paradiso. La stagione
91/92 verrà ricordata come la più spettacolare,
emozionante giocata dal Foggia nella massima
serie. Intrigante, irriverente, la banda
dei "monelli" di Zeman mette in crisi qualsiasi
avversaria gli si pari innanzi, pressando
a tutto campo e ripartendo a cento all'ora,
incurante di punteggio, classifica e tatticismi:
una rivoluzione ideologica che fa scalpore.
Mancini genio e sregolatezza fra i pali,
le volate sulle corsie esterne del rumeno
Petrescu e di Codispoti, la classe cristallina
del sovietico Shalimov, la tenacia del capitano
Nuccio Barone e poi il tridente delle meraviglie,
Rambaudi-Baiano-Signori: un autentico incubo
per tutte le difese avversarie, un moto
perpetuo fatto di tagli, incroci e schemi
d'attacco tradotti in gol, risultati e soprattutto
spettacolo. 35 punti a nono posto al termine
del campionato, poi un terremoto prima dell'apertura
ufficiale del calciomercato. Via tutti gli
idoli, decine di miliardi di attivo dalla
campagna-acquisti, Pavone e Zeman insieme
per una nuova scommessa senza precedenti.
Nuovi talenti pescati a piene mani in B
ed in C, partenza nella contestazione ma
poi -dopo un inizio quantomai sofferto-
i vari Kolyvanov, Roy, Seno, Bresciani,
Di Biagio, Petrescu e Mandelli raggiungono
una salvezza che ha dell'incredibile (seconda
consecutiva per il Foggia) con una giornata
d'anticipo, regalando al popolo rossonero
persino la soddisfazione di tornare a battere
la Vecchia Signora dopo quasi 28 anni. I
programmi ritornano ambiziosi (stagione
93/94) e dalla Lazio arriva Giovanni Stroppa,
mezzala di talento che aggiunge qualità
ad un gruppo ormai rodato. Il risultato
è sorprendente: il Foggia resta in corsa
per l'Uefa sino all'ultima giornata (1°
maggio '94) ma nella domenica funestata
dalla morte di Ayrton Senna un pasticcio
tra Di Bari ed il portiere di riserva Bacchin
manda in fumo il sogno europeo dei rossoneri,
dando il via libera al Napoli di Lippi e
Di Canio.
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