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Caserta

Trasferta in Campania per il Foggia di Raffaele Novelli che domenica sarà impegnato allo stadio “Pinto” di Caserta contro il Real Marcianise. Per raggiungerlo in auto: Uscite Caserta Nord oppure Caserta Sud dell'autostrada A1 e A30. Da Caserta nord, dirigetevi verso il centro di Caserta e seguire le indicazioni per lo stadio. Da Caserta sud, usciti dal casello seguire le indicazioni Caserta/Maddaloni/Benevento, dopo circa 5 km immettersi sulla Tangenziale di Caserta, direzione Caserta centro, uscita Tuoro/Stadio.

Conosciamo, ora, alcuni dati storici di Caserta, ricca di numerosi posti da visitare
Il nome Caserta deriva dal latino Casa Irta, toponimo dovuto al fatto che l'antico centro urbano (l'attuale Caserta vecchia) sorgeva, durante il medioevo e fino al XVIII secolo, in posizione elevata rispetto alla pianura circostante.
Il centro cittadino esisteva già in epoca longobarda e si era formato attorno ad una torre di avvistamento e di difesa oggi integrata nel palazzo della Prefettura, un tempo palazzo dei conti di Caserta e residenza reale (dopo la vendita dei beni dei conti a Carlo III di Spagna). Infatti l'attuale centro cittadino, situato intorno a piazza Vanvitelli, era chiamato Torre, proprio per la presenza della costruzione longobarda che si situa nell'angolo nord occidentale della stessa.
Quindi, nonostante la perfetta simmetria nelle strade, quasi a ripetere la struttura delle città romane e la concezione di città tipica dell'Illuminismo, l'attuale città di Caserta non ha un'origine recente, ma esisteva già da tempo ed era già sede comunale e sede della cattedra vescovile. Il nucleo cittadino, infatti, si era trasferito qui nel XVI secolo, in quello che era chiamato la Torre, spostandosi da Caserta vecchia, dopo qualche secolo seguì l'esempio anche il vescovo, che prese dimora nel borgo di Falciano, in un edificio poi adibito a caserma (oggi noto come ex Caserma Sacchi).
La città era nota per il suo mercato e per il palazzo degli Acquaviva, conti di Caserta, che la ereditarono nel 1511 dai conti della Ratta e che avevano ampliato la torre con un edificio rinascimentale fortificato e con un giardino che aveva entusiasmato diversi viaggiatori del XVI e XVII secolo.
Quando Anna ultima erede degli Acquaviva morì, il feudo passò nelle mani dei Caetani che, indebitatesi enormemente, furono costretti a vendere i possedimenti ai Borbone di Napoli. Questi pensarono di costruirvi la reggia borbonica, a partire dal 1750. Il vecchio giardino degli Acquaviva (il cosiddetto "Bosco Vecchio") diventò il nucleo principale dell'attuale parco della Reggia.
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Reggia di Caserta
o Palazzo Reale di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla famiglia reale della dinastia Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Situata nel comune di Caserta, è circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana ed il giardino all'inglese. Il complesso del palazzo reale, con i suoi giardini lunghi circa 2,5 km, è uno dei più grandi d'Europa.
Sul lato ovest della reggia esiste la chiesa di San Francesco di Paola che fa parte di un complesso un tempo convento dei Frati Minimi, fondato nel 1605 da Andrea Matteo Acquaviva, oggi ospedale militare. Qui vi sostò papa Benedetto XIII nel 1727 e qui è sepolto Luigi Vanvitelli. In quest'ultimo caso, tuttavia, non è stabilito con certezza in quale parte della chiesa sia avvenuta la tumulazione.

Chiesa di S.Agostino
Da visitare è anche il Complesso conventuale, costruito nel 1441, ad opera dei Padri Agostiniani, risale ad una donazione del principe Andrea Matteo Acquaviva nel 1623. Nel 1750 Luigi Vanvitelli apportò alla Chiesa molte modifiche utilizzando parte dei materiali utilizzati nella costruzione della Reggia. La chiesa di S. Agostino diventata poi la Parrocchia di S. Sebastiano in seguito all'incendio della chiesa del santo patrono della città. La chiesa è ad un'unica navata, con prònao e nicchie laterali non molto profonde. In una delle nicchie è esposta la statua di S. Sebastiano, opera in legno scolpita nel 1992 dallo scultore PauI Morder Doss di Ortisei in provincia di Bolzano. Caratteristiche sono le "gelosie" poste nel presbiterio e nelle parti laterali. La chiesa inoltre conserva opere di Giacinto Diano, di Domenico Mondo, di Bardellino e di Antonio Dominici.

Santuario del "Cuore Immacolato di Maria"
Centro e cuore dell’Opera Salesiana di Caserta è la Chiesa intitolata al Cuore Immacolato di Maria, sita in via Don Bosco. La sua costruzione, come quella di tutta l’Opera, fu finanziata dalla signorina francese M.lle Marie Lassere. Questa voleva onorare la principessa Maria Immacolata di Borbone, figlia di Ferdinando II, Re delle Due sicilie, alla quale era legata da affetto materno. Quest’opera la volle in favore dei giovani di Caserta, dove la Principessa era nata. La Chiesa fu inaugurata il 15 dicembre 1898 dal Vescovo di Caserta Mons. Gennaro Cosenza, alla presenza del Beato Michele Rua, successore di San giovanni Bosco. La Chiesa ha dignità di Santuario, in quanto aggregata alla Basilica Vaticana con decreto del 18 luglio 1922.

La Cattedrale
L’attuale edificio si trova su di una precedente chiesa dedicata all'Annunziata, facente parte del convento del Carmine. San Giovanni Battista La ristrutturazione si era resa necessaria in quanto la costruzione era stata invasa dall'ampliamento delle cappelle della vicina chiesa dell'Annunziata avvenuto nel corso del '700.

Chiesa di San Francesco di Paola
Si trova nelle vicinanze della reggia di Caserta (precisamente in via San Francesco, Casagiove) ed è ritenuta a ragione il luogo di sepoltura dell’architetto Luigi Vanvitelli, progettista della famosa Reggia di Caserta. La chiesa e il convento furono fondati nel1606 da parte dei Padri dell’ordine dei Minimi, grazie alla generosità del principe Andrea Matteo Acquaviva che concesse terreni e rendite. L’importanza del convento accrebbe in occasione della visita di Papa Benedetto XIII nell’anno 1729, il Pontefice soggiornò in quel luogo per due giorni. L’altro episodio che conferì notorietà al luogo in questione fu la sepoltura dell’insigne architetto nel 1773 ma solo nel 1879, grazie all’iniziativa del Presidente del Collegio degli Ingegneri, fu apposta una lapide che ricordasse l’evento. Dal 1813 al 1816 i locali del convento furono utilizzati come sede di Gendarmeria, nel 1821 Ferdinando I decise di utilizzarlo come ospedale per gli abitanti della vicina colonia di San Leucio, nel 1830 però il Re cedette completamente l’ospedale ai gendarmi. Nel 1835 quel luogo divenne sede dei Lancieri e di una fabbrica di scialli di lana, questa destinazione fu mantenuta sino al 1840. In quell’anno ci fu un nuovo ed ultimo riutilizzo, come Ospedale militare per conto del Ramo di Guerra.

Per chi volesse fermarsi in albergo, segnaliamo:

Europa
Via Roma
Tel.: 0823.325400

Amadeus
Via G. Verdi, 73
Tel.: 0823.352663

Belvedere
Via Nazionale Sannitica
Tel.: 0823.304925

Limone
Via G. Verdi, 50
Tel.: 0823.443504

Per quanto riguarda, invece, i ristoranti segnaliamo:

Locanda Antica
Piazza Della Seta 1
Tel.: 0823.30544

Trattoria O Masto
Via Sant'agostino 10
Tel.: 0823.32004

Ristorante Massa
Via Giuseppe Mazzini 55
Tel.: 0823.44409

Trattoria Tafuri
Via Roma 61
Tel.: 0823.44185

Ritornando in ambito prettamente calcistico, ricordiamo che lo stadio comunale "Alberto Pinto" è situato in via Medaglie d'Oro 1 ed ha una capienza di circa 12.000 posti.